SEDE
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ORARIO DI APERTURA AL PUBBLICO

Sede e Ufficio di Chiusi
dal lunedì al venerdì
dalle ore 8:00 alle ore 14:00

Sede di Orvieto
giovedì dalle ore 9:00 alle ore 13:00

Nel periodo di emissione delle cartelle l’ufficio rimarrà aperto anche nel giorno di martedì dalle ore 9,00 alle ore 13,00

Informazioni riguardanti i dati catastali e gli avvisi di pagamento emessi per la riscossione dei ruoli annuali sono ottenibili telefonando al:

Tel: 0578 21905

L’accesso al pubblico per l’ufficio catasto è previsto nei giorni

lunedì – mercoledì - venerdì dalle ore 8,00 alle ore 14:00 venerdì: 9.00 – 13.00

PER SAPERNE DI PIÙ SUI CONSORZI DI BONIFICA



ORGANIZZAZIONE – INFORMAZIONI GENERALI
 
Quali sono le leggi che regolano i Consorzi di Bonifica?
L’origine del Consorzio è riconducibile al R.D. 215 del 1933. In virtù del D.P.R. 947 del 1962 “Norme sui consorzi di bonifica” e in attuazione della delega prevista dall’art. 31 della L. 454 del 1961, la Regione Umbria ha emanato diverse leggi in materia di bonifica, la più recente è la L.R. n° 30/2004.

Quanti Consorzi di Bonifica esistono in Umbria?
In Umbria esistono attualmente tre Consorzi, ad ognuno dei quali è affidata la gestione di uno o più comprensori i bonifica individuati dalla Regione Umbria. Il Consorzio per la Bonifica della Val di Chiana Romana e Val di Paglia è parte, insieme agli altri, dell’Unione Regionale delle Bonifiche, delle Irrigazioni e dei Miglioramenti Fondiari dell’Umbria, struttura territoriale dell’Associazione Nazionale delle Bonifiche, delle Irrigazioni e dei Miglioramenti Fondiari (ANBI), la quale è parte della European Union of Water Management Associations (EUWMA).

Chi controlla i Consorzi di Bonifica?
I Consorzi di bonifica sono Enti pubblici economici. La loro gestione è sottoposta alla vigilanza della rispettiva Regione.

E’ possibile prendere visione o avere copia dei principali documenti del Consorzio?
Certamente. Il Consorzio è un Ente pubblico e, pertanto, ognuno ha la possibilità di accedere agli atti e alle documentazioni consortili. Alcuni documenti sono già disponibili sul sito internet in versione integrale, per accedere agli altri è necessario farne esplicita richiesta presso la sede del Consorzio.

Qual è la struttura organizzativa del Consorzio?
All’intera organizzazione del Consorzio sovrintende il Direttore, che dirige, coordina e sorveglia il corretto funzionamento dell’Ente. La struttura del Consorzio prevede due Aree: Area Amministrativa e Area Tecnica. Oltre i due terzi del personale è impiegato nella progettazione e realizzazione degli interventi, il più delle volte eseguiti direttamente con maestranze e mezzi propri.
 


TRIBUTO DI BONIFICA – CATASTO

Perchè pagare il tributo di bonifica?
Il tributo è un obbligo di legge ma soprattutto serve a realizzare i lavori di manutenzione ordinaria. La “filiera corta” del tributo permette ai Consorziati di vedere direttamente riversato il proprio contributo in opere per la sicurezza e la tutela ambientale.

Come viene calcolato il tributo di bonifica?
Il tributo di bonifica grava sui titolari di diritti reali di beni immobili (terreni e/o fabbricati) ed è ricavato in funzione della rendita catastale (in caso di fabbricati) e/o del reddito dominicale (in caso di terreni), moltiplicati per l’indice di beneficio di ciascun immobile determinato dal Piano di Classifica del Territorio e per il coefficiente di riparto delle spese determinato dal Piano di Riparto.

Cos’è il Piano di Classifica del Territorio?
Uno strumento che individua e quantifica i benefici che gli immobili traggono dalle opere e dall’attività di bonifica. Le entrate tributarie (ruoli), necessarie perchè l’Ente possa svolgere i compiti affidatigli dalla legge, vengono pertanto ripartite tra i proprietari di immobili del comprensorio secondo questo Piano, che dunque valuta come il tributo si ripartisce sulla base del beneficio relativo tra gli immobili. Il Piano garantisce cioè, grazie ad una approfondita ricerca, una puntuale individuazione di benefici e, quindi, un corretto esercizio del potere impositivo.

Cos’è il Piano di Riparto?
Uno strumento che serve a ripartire, in ragione del beneficio, tra i proprietari di immobili del comprensorio, le entrate tributarie (ruoli) necessarie perchè il Consorzio possa svolgere le lavorazioni annuali. Il Piano di Riparto è approvato dalla Regione Umbria.

Il tributo è obbligatorio?
Il tributo di bonifica è obbligatorio e regolato dal Regio Decreto n° 215/33, dalla Legge Regionale n° 30/2004 (norme correlate e ss. mm. ii.) e dagli articoli nn° 812 e 860 del Codice Civile.

Che cosa è l’avviso di pagamento?
L’avviso di pagamento è un avviso bonario che viene inviato per posta a tutti i contribuenti che sono stati iscritti nei ruoli di contribuenza.

Che cosa è la cartella di pagamento?
Alla scadenza dell’ultima rata dell’avviso di pagamento, l’Agente della Riscossione invia le cartelle di pagamento a coloro che non hanno provveduto a corrispondere l’avviso di pagamento. La cartella di pagamento viene notificata agli interessati e deve essere pagata rispettando le modalità e le scadenze iscritte nella stessa.

Perchè ci sono alcuni errori nell’avviso/cartella?
I beni immobili soggetti a pagamento sono quelli che risultano all’Agenzia del Territorio al giugno di ogni anno. Eventuali errori o inesattezze possono essere sanati attraverso una comunicazione all’Ufficio Catasto consortile.

Come, dove e quando si può pagare il tributo?
Il Consorziato può pagare il tributo in una o due rate: in ogni avviso sono infatti allegati tre bollettini (uno per l’intero importo e due per il pagamento rateizzato), mentre la cartella di pagamento si paga in un’unica soluzione. Le modalità e le scadenze per il pagamento sono riportate in ogni avviso e cartella di pagamento, insieme alle indicazioni necessarie per contattare l’Agente della Riscossione.

Cosa succede se non si paga l’avviso di pagamento?
Se non si paga l’avviso non viene applicata alcuna mora ma all’importo dell’avviso sono aggiunte le spese di spedizione della notifica della cartella di pagamento (attualmente pari a 5,88 Euro).

Cosa succede se non si paga nemmeno la cartella?
Trascorso il termine ultimo per il pagamento indicato nella cartella esattoriale, l’Agente della Riscossione avvia la procedura esecutiva di riscossione coattiva, attraverso il fermo amministrativo dei beni mobili registrati presso l’Anagrafe Tributaria.

Perchè pagare il tributo di bonifica anche se non sono direttamente a rischio allagamenti?
Tutti proprietari di immobili concorrono alle spese di bonifica, secondo un principio solidaristico, in relazione al beneficio che l’immobile trae dall’attività del Consorzio in ogni Unità Funzionale. Tale beneficio non può essere identificato con il solo incremento fondiario conseguito da un singolo immobile, ma deve essere individuato, anche, nel vantaggio, in termini di danni prevenuti e scongiurati, che il complesso degli immobili posti in una determinata area consegue per effetto dell’attività svolta dal Consorzio. Ogni immobile, sia che si trovi in aree urbanizzate o in campo aperto, nel fondovalle o in zona collinare, grava sullo stato dei corsi d’acqua della propria Unità funzionale poichè genera comunque un deflusso idrico, specie quando piove, che imprescindibilmente necessita di una rete idrogeologica appropriata che deve essere controllata, mantenuta e adeguata, secondo le competenze affidate al Consorzio.

E’ possibile dedurre i contributi consortili dalla dichiarazione dei redditi?
Trattandosi di contributo obbligatorio per legge il tributo è deducibile con la dichiarazione dei redditi, dove è possibile indicare nel rigo “Altri oneri deducibili” l’ammontare del contributo consortile con la descrizione “Bonifica”: a tal fine si consiglia comunque di conservare l’avviso o cartella di pagamento con le ricevute di versamento allegate.

Esistono esenzioni per particolari tipi di immobili (immobili storici e artistici, sedi di Onlus, ecc.)?
No, non esistono esenzioni in alcun caso. La Legge italiana stabilisce che l’esenzione dall’imposizione dei tributi e l’applicazione della rendita catastale agevolata sono limitate esclusivamente alle imposte dirette. Completamente diversa è la situazione per quanto attiene i contributi di bonifica che, invece, vengono imposti a tutte le persone fisiche e giuridiche titolari di diritti reali di proprietà di beni immobili in ragione del beneficio conseguito dall’attività del Consorzio e non quindi in relazione alle qualità o alle finalità dell’immobile.

Chi deve pagare il tributo in caso di vendita durante l’anno?
Il tributo è annuale e non frazionabile per periodi inferiori perchè relativo all’immobile: un bene giuridicamente indivisibile che genera un’obbligazione indivisibile regolata ai sensi dell’art. 1317 del Codice Civile. Il tributo imposto dal Consorzio è perciò da intendersi diretto agli immobili per la loro salvaguardia e non alle singole persone fisiche. I dati catastali per l’emissione del ruolo di contribuenza sono prelevati al giugno di ogni anno, pertanto le variazioni di proprietà registrate all’Agenzia del Territorio dopo la data producono effetto sul tributo di bonifica solo a partire dall’anno successivo: in questo modo il tributo di bonifica viene recapitato al proprietario di almeno la prima metà dell’anno, che è obbligato a pagare per intero per poi farsi rimborsare dagli altri la quota parte relativa ai mesi successivi alla vendita (ex art. 1299 del Codice Civile).

Chi deve pagare il tributo in caso di comproprietà?
Il tributo non è frazionabile tra i comproprietari perchè relativo all’immobile: un bene giuridicamente indivisibile che genera un’obbligazione indivisibile regolata ai sensi dell’art. 1317 del Codice Civile. Il tributo imposto dal Consorzio è perciò da intendersi diretto agli immobili per la loro salvaguardia e non alle singole persone fisiche, eventualmente comproprietarie. La richiesta di contributo è indirizzata al primo intestatario risultante dai dati ufficiali dell’Agenzia del Territorio, che è obbligato a pagare per intero per poi farsi rimborsare dagli altri la quota parte (ex art. 1299 del Codice Civile). Il Consorzio, su richiesta scritta degli interessati, può modificare il nominativo al quale inviare la richiesta di pagamento del contributo.

Chi deve pagare il tributo in caso di affitto, nuda proprietà, usufrutto, ecc.?
Il tributo di bonifica è un onere reale sulla proprietà, grava direttamente sull’immobile ed è posto a carico del proprietario (art. 21 del R.D. n. 215/33). Il tributo è a carico di chi gode di diritti reali parziali sul bene immobile (usufruttuari, enfiteuti, affittuari, ecc.) solo e soltanto quando questo è espressamente indicato da un contratto o da una sentenza. Il Consorzio, su presentazione della relativa documentazione, può modificare il nominativo al quale inviare la richiesta di pagamento del contributo.

Come fare per pagare il tributo di bonifica dall’estero?
I cittadini che si trovano all’estero possono pagare il tributo di bonifica tramite il portale di Poste Italiane registrandosi a www.poste.it (addebitando il costo su Carta di Credito VISA e MasterCard o con carta di credito Postepay), selezionando il servizio “Bollettino” e poi “Bollettino prepagato”. Per ogni altra informazione contattare il personale del Consorzio.

Si può pagare il tributo di bonifica direttamente presso la sede del Consorzio?
Certamente, secondo le indicazioni contenute nell’avviso di pagamento. In caso di cartella di pagamento, il pagamento è possibile solo secondo le condizioni poste dall’Agente della Riscossione a cui viene affidata la riscossione coattiva (Equitalia S.p.A.).

E’ possibile pagare il contributo di bonifica con bonifico bancario ordinario?
Certamente, secondo le indicazioni contenute nell’avviso di pagamento. In caso di cartella di pagamento, il pagamento è possibile solo secondo le condizioni poste dall’Agente della Riscossione a cui viene affidata la riscossione coattiva (Equitalia S.p.A.).

E’ possibile attivare il pagamento attraverso R.I.D. ?
Sì. Il modulo prestampato da consegnare al proprio Istituto di credito può essere scaricato dal sito internet del Consorzio (www.bonificachiana.it).

Sono obbligato a comunicare al Consorzio il trasferimento dei beni immobili?
I contribuenti non sono tenuti a comunicare il trasferimento di beni immobili, ma in caso di mancata registrazione nella banca dati dell’Agenzia del Territorio, è comunque possibile segnalare la variazione all”Ufficio Catasto del Consorzio, in modo da poter inviare avvisi o cartelle di pagamento agli effettivi proprietari.

I fabbricati rurali pagano il tributo di bonifica?
Con delibera del Consiglio di Amministrazione n° 508 del 23 giugno 2010, il Consorzio, sulla base delle nuove indicazioni dell’ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche, Irrigazioni e Miglioramenti Fondiari) e dell’Unione Regionale per le Bonifiche, l’Irrigazione e Miglioramenti Fondiari dell’Umbria, ha deciso di procedere alla sospensione del tributo di bonifica fino a chiarimento definitivo e/o applicazione delle linee guida regionali sui Piani di Classifica, per tutti gli immobili in presenza dei requisiti di ruralità di cui all’art. 9, comma 3, del D.L. n° 557 del 30.12.1993, convertito in Legge n° 133 del 28.02.1994, secondo il seguente percorso operativo:
• per i fabbricati strumentali all’attività agricola, sospensione:
- sulla base della semplice iscrizione nella categoria catastale D10 “Fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricole”;
- sulla base di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà resa ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. n° 445 del 28.12.2000 per i fabbricati strumentali iscritti in categorie catastali diverse dalla D10;
• per i fabbricati destinati ad edilizia abitativa, sospensione:
- sulla base della semplice iscrizione nella categoria catastale A6 “Abitazioni di tipo rurale”;
- sulla base di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà resa ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. n° 445 del 28.12.2000, in merito alla sussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi di cui all’art. 9, comma 3, del D.L. n° 557 del 30.12.1993, convertito in Legge n° 133 del 28.02.1994, per i fabbricati destinati ad edilizia abitativa iscritti in categorie catastali diverse dall’A6.
La presentazione della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà determina l’immediata sospensione temporanea del pagamento del tributo, fino alla determinazione definitiva degli aventi diritto allo sgravio per il medesimo ruolo di contribuenza. Le richieste di sospensione devono essere presentata al Consorzio entro l’ultima data di scadenza del pagamento. In collaborazione con le associazioni di categoria, il Consorzio si impegna a comunicare agli interessati l’esito della richiesta di sospensione, inviando l’eventuale certificazione di sgravio e il bollettino con l’indicazione del nuovo importo da pagare.
La dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà è da presentare a cura del Consorziato nel periodo immediatamente successivo all’emissione del ruolo di contribuenza di ogni anno, in modo da verificare la persistenza dei requisiti di ruralità dei fabbricati per i quali si richiede la sospensione. In caso di richiesta di sospensione per più fabbricati è possibile allegare ad una singola dichiarazione l’elenco degli immobili in possesso dei requisiti di ruralità.
Il modulo per la dichiarazione può essere scaricato dal sito internet del Consorzio (www.bonificachiana.it) e deve essere fatto pervenire presso la sede, compilato correttamente in ogni sua parte con allegato documento di identità in corso di validità.
 


ATTIVITA’ OPERATIVA – LAVORI

Quali sono gli obiettivi del Consorzio?
Gli obiettivi del Consorzio sono la difesa idraulica e la tutela ambientale del territorio e delle sue risorse naturali. L’attività è finalizzata a ridurre il pericolo idraulico (allagamenti in aree vulnerabili) ed a tutelare ed incrementare la qualità ambientale del sistema idrografico. Tali obiettivi sono perseguiti, in accordo con gli altri soggetti istituzionali competenti (Regione, Provincia, Enti locali, Autorità di Bacino, ecc.), secondo diverse possibilità e fasi di lavoro: individuando e arrestando gli squilibri e le problematiche territoriali; elaborando i piani e i programmi delle attività per la risoluzione delle criticità; progettando e/o realizzando le opere necessarie; provvedendo alla manutenzione e alla gestione delle opere di bonifica, idrauliche e di difesa del suolo.

Che cosa fa concretamente il Consorzio?
L’attività ordinaria del Consorzio consiste nella gestione dei corsi d’acqua attraverso gli sfalci della vegetazione stagionali, i tagli selettivi delle alberature instabili o a fine ciclo vitale, la rimozione dei tronchi e delle piante cadute in alveo, la manutenzione e il mantenimento in esercizio delle opere idrauliche quali argini, casse di espansione, portelle, percorsi di sponda, ecc. All’attività ordinaria si aggiunge la progettazione e la realizzazione delle nuove sistemazioni idrauliche, in collaborazione con gli altri soggetti istituzionali competenti (Regione, Provincia, Enti locali, Autorità di Bacino, ecc.).

Quali sono le opere idrauliche affidate al Consorzio?
La Legge individua e affida al Consorzio le opere idrauliche di “terza categoria”, le quali servono a:
• difendere ferrovie, strade ed altre opere di grande interesse pubblico, nonchè beni demaniali dello Stato, delle Province e dei Comuni;
• migliorare il regime di un corso d’acqua che abbia opere classificate in prima o seconda categoria;
• impedire inondazioni, straripamenti, corrosioni, invasioni di ghiaie od altro materiale di alluvione, che possano recare rilevante danno al territorio o all’abitato di uno o più Comuni, o producendo impaludamenti possano recare danno all’igiene od all’agricoltura” (art. 7 R.D. 523/1904).
Tra queste vi sono, a titolo esemplificativo: gli argini, i muri di sponda, le briglie, le traverse, le pescaie, le casse di espansione e i sistemi di controllo delle piene quali i collettori acque alte, le paratoie e le portelle.

Come vengono mantenute le opere idrauliche?
Le opere vengono mantenute attraverso il controllo del loro stato e del loro corretto funzionamento. Nel caso di argini, casse di espansione e canali, vengono eseguite stagionali operazioni di sfalcio della vegetazione e di ispezione della tenuta statica della struttura alla quale possono seguire interventi di consoli mento o rifacimento. Nel caso dei manufatti (biglie, traverse, pescaie, portelle, paratoie, ecc.), la manutenzione avviene mediante lo sgombro dalla vegetazione, l’ingrassaggio dei meccanismi di azionamento, la sostituzione delle componenti soggette a deterioramento e, se necessario, il totale ripristino della struttura.

Come avvengono gli sfalci e i tagli della vegetazione?
L’attività di sfalcio e taglio selettivo della vegetazione serve a garantire la sicurezza idraulica favorendo l’attività del Consorzio, aumentare la fruibilità dei corsi d’acqua da parte dei cittadini e tutelare l’ambiente naturale lungo i corsi d’acqua. Gli sfalci vengono realizzati stagionalmente con passaggi nei tratti in prossimità dei centri abitati e sulle opere idrauliche quali argini, casse di espansione e canali. I tagli sono invece riservati agli alberi instabili, a fine ciclo vitale o in eccessivo sviluppo ai margini del canale di magra, e che quindi hanno maggiore probabilità di essere sradicati e trasportati a valle dalle piene o costituire un’ostruzione al regolare deflusso delle piogge.

La presenza della vegetazione lungo i fiumi è un pericolo in caso di piena?
No, la presenza di vegetazione lungo un corso d’acqua è utile sotto diversi aspetti: le piante aiutano a mantenere saldi gli argini; contribuiscono notevolmente al processo di fito-depurazione naturale delle acque; creano scabrezza idraulica riducendo quindi la velocità della corrente, costituiscono un riparo per i pesci e gli altri animali che vivono nel fiume garantendo la loro sopravvivenza anche in condizioni difficili o di inquinamento, ombreggiano il letto del fiume riducendo l’evaporazione in favore della disponibilità di risorsa idrica, rendono il fiume più godibile e paesaggisticamente più bello. L’obiettivo generale del Consorzio è quello di mantenere erbe e canneti a dimensioni ragionevoli e piante sempre ‘giovani’ e capaci di flettere e rimanere saldi alle sollecitazioni della corrente.

L’intervento del Consorzio sulla vegetazione è dannoso per l’ecosistema fluviale?
No, gli sfalci e i tagli sono programmati ed eseguiti con grande attenzione per l’ambiente, cercando quindi di contenere al massimo l’impatto sull’habitat fluviale. La scelta del periodo di svolgimento dei lavori e le modalità operative (esempio: il decremento del taglio dell’erba verso riva) permettono di ridurre al minimo il disturbo per gli animali che vivono e si riproducono nei torrenti e garantire comunque il giusto equilibrio tra naturalità e pulizia del fiume.

Meglio non tagliare per salvaguardare l’ambiente o radere al suolo per ridurre il rischio idraulico?
Meglio perseguire entrambi gli obiettivi a seconda delle zone, in un’ottica di gestione complessiva dell’intero corso del fiume: questo è il vantaggio dell’approccio per intero bacino idrografico dei consorzi. L’attività del Consorzio è calibrata per rispondere alle diverse esigenze relative ad un corso d’acqua, spesso anche opposte tra loro, garantendone un equilibrio virtuoso. In molte zone è necessario salvaguardare la vegetazione, controllata solamente mediante tagli selettivi delle alberature, in modo da favorire l’ombreggiamento e ostacolare l’erosione delle sponde. In altre invece la pulizia dalle piante è più marcata in favore della fruibilità pubblica del fiume e del rapido allontanamento delle acque di piena.

Il pagamento del tributo implica un rimborso in caso di allagamento degli immobili?
Dipende dalla causa. Il Consorzio ha delle responsabilità specifiche solo in relazione ai danni causati direttamente dalla cattiva manutenzione delle opere idrauliche da esso gestite perchè di propria competenza.